Nuovo Patent Box: extra-deduzione del 110% sul software


Un investimento in sviluppo software può generare un doppio vantaggio fiscale.


Il Nuovo Patent Box prevede un’extra-deduzione del 110% che si somma al valore dell’investimento: su entrambe le quote si applica una deduzione del 30%. Non ottieni solo il 30% di quanto hai speso, ma anche il 30% dell’extra-deduzione.


In questo articolo spieghiamo in modo semplice come funziona, chi può usarla e come accedervi in sicurezza.



Cos'è il Nuovo Patent Box


Il Nuovo Patent Box è un'agevolazione fiscale introdotta dall'articolo 6 del D.L. 146/2021 e modificata dalla Legge di Bilancio 2022. È rivolta a tutte le imprese che sviluppano beni immateriali tutelati: software, brevetti, disegni e modelli.


Il principio è semplice: i costi sostenuti per creare e sviluppare questi beni diventano deducibili in misura maggiorata, riducendo le tasse da pagare.


A differenza del vecchio regime, non serve un accordo preventivo con l'Agenzia delle Entrate e non bisogna calcolare il reddito generato dal software. Il beneficio si applica direttamente in dichiarazione dei redditi.


Quanto puoi risparmiare


I costi ammissibili di ricerca, sviluppo, innovazione tecnologica e design vengono maggiorati del 110% ai fini IRES e IRAP. In pratica, oltre alla normale deduzione del costo, l'azienda deduce un ulteriore 110% dello stesso importo.


Con un'aliquota IRES + IRAP del 27,9%, questa extra-deduzione genera un risparmio d'imposta pari a circa il 30,7% dei costi ammissibili (27,9% × 110%). Per ditte individuali e società di persone il calcolo varia in base all'aliquota IRPEF applicabile.


Il beneficio è una deduzione extracontabile: non incide sul bilancio, ma riduce il reddito imponibile in dichiarazione.



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Chi può accedere e quali software sono agevolabili


Possono accedere tutte le imprese titolari di reddito d'impresa, senza limiti di dimensione. Servono quattro condizioni.


  1. L'opzione in dichiarazione dei redditi. Dura 5 periodi d'imposta, è irrevocabile ed è rinnovabile alla scadenza.
  2. Un bene immateriale tutelato. Per il software non serve un brevetto: basta che sia un'opera originale protetta dal diritto d'autore. Nella prassi la tutela si formalizza con il deposito SIAE o un'altra prova di data certa.
  3. L'utilizzo del bene nell'attività d'impresa. Può essere diretto (gestionale interno, e-commerce, piattaforma, tool di processo) o indiretto (licenza a terzi, anche a società del gruppo). In entrambi i casi il beneficio si calcola sui costi di sviluppo, non sui ricavi.
  4. Attività qualificate. Deve trattarsi di vera ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica o design, non di manutenzione ordinaria.


I beni agevolabili sono:


  • software protetto da copyright, la categoria più rilevante per chi ha sviluppato siti con logiche custom, e-commerce, gestionali, app e piattaforme;
  • brevetti industriali e modelli di utilità;
  • disegni e modelli giuridicamente tutelati.


Non rientrano i software standard acquistati con licenza: conta l'originalità del codice sviluppato per l'azienda.


Anche i progetti degli anni passati: il recapture


Uno degli aspetti più vantaggiosi del regime è il recapture ottennale. Nel periodo d'imposta in cui si ottiene la tutela del bene (per il software, il deposito SIAE), la maggiorazione del 110% si applica anche ai costi sostenuti negli 8 periodi d'imposta precedenti.


In pratica: se hai sviluppato un software 3, 5 o 7 anni fa e solo ora ne formalizzi la tutela, puoi far rientrare quei costi nel Patent Box e ottenere il risparmio fiscale oggi, in un'unica soluzione.


L'opzione può anche essere esercitata prima di ottenere la tutela: il beneficio decorre comunque dal periodo d'imposta in cui il titolo viene ottenuto.


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Si può usare insieme al credito d'imposta R&S?


Sì. Il Nuovo Patent Box è cumulabile con il credito d'imposta per ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica e design (L. 160/2019).


Sugli stessi costi l'azienda può quindi ottenere sia l'extra-deduzione del Patent Box sia il credito d'imposta, che si compensa in F24 in 3 quote annuali. In caso di cumulo il credito subisce una lieve riduzione per effetto di alcuni correttivi di calcolo: il conteggio esatto lo esegue il consulente.


Un esempio pratico


Ipotizzando un investimento di €100,00 ed un ricarico fiscale pari al 27,9% (IRES + IRAP), la deduzione relativa all’agevolazione in oggetto sarà determinata su una base di €210,00 (€ 100,00 investimento + € 110,00 maggiorazione).


Quindi, invece di dedurre €27,90, la deduzione raddoppierà e sarà pari a €58,59 (ossia il 27,90% di €210,00).


L’agevolazione inoltre è cumulabile con il credito imposta Ricerca e Sviluppo (nella misura pari al 20% per il 2022) di cui ai commi 200, 2021 e 202, dell’articolo 1, della legge 27 dicembre 2019, n. 160.


Fonte: Gieffe Research


Come accedere in sicurezza: certificazione, documentazione e tutele


Il Patent Box non richiede autorizzazioni preventive, ma l'Agenzia delle Entrate può verificarlo. Affidarsi a un consulente qualificato è ciò che rende l'agevolazione sicura.


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La certificazione delle attività.


Il nostro partner opera con professionisti iscritti all'Albo dei certificatori del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT, ex MISE). La certificazione, prevista dall'art. 23 del D.L. 73/2022, attesta che le attività svolte sono di ricerca, sviluppo, innovazione o design. Per il credito d'imposta R&S ha effetti vincolanti verso l'Agenzia delle Entrate, che non può contestare la natura delle attività certificate. Poiché il Patent Box si basa sulle stesse definizioni di attività, la certificazione rafforza in modo sostanziale anche la posizione dell'azienda su questa misura. Restano possibili solo verifiche sui singoli costi.


Il dossier documentale (penalty protection).


Il consulente predispone la documentazione prevista dall'Agenzia delle Entrate: tracciatura delle ore del personale, fatture di fornitori e consulenti, relazioni tecniche di progetto. Se in caso di controllo emergesse una contestazione sull'importo dei costi, l'azienda in possesso di questa documentazione non paga sanzioni: restituisce solo il beneficio effettivamente goduto, con i relativi interessi.


Affiancamento in caso di contenzioso.


Se l'Agenzia delle Entrate avvia una verifica o una contestazione, il consulente affianca l'azienda in tutte le fasi, dalla risposta agli accertamenti all'eventuale contenzioso.


Polizza assicurativa.


L'attività del consulente è coperta da una polizza assicurativa professionale, a ulteriore garanzia dell'azienda.




Come possiamo aiutarti


Capire se la tua azienda ha diritto al Nuovo Patent Box non è solo una questione fiscale: bisogna ricostruire cosa è stato sviluppato, come e quando. Per questo OrangePix ha attivato una collaborazione con specialisti nelle agevolazioni per ricerca, sviluppo e innovazione.


Insieme possiamo valutare:

  • il software e gli applicativi che hai sviluppato;
  • gli investimenti sostenuti, anche negli anni precedenti;
  • i costi potenzialmente agevolabili;
  • una prima stima del beneficio fiscale ottenibile;
  • gli adempimenti per accedere all'agevolazione e l'eventuale cumulo con il credito R&S.


Hai sviluppato software negli ultimi anni? Potresti avere un beneficio fiscale ancora da recuperare.


Contattaci per una verifica preliminare della tua situazione.


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Domande frequenti sul Nuovo Patent Box

Serve un brevetto per far rientrare il mio software?

No. Basta che il software sia protetto dal diritto d'autore. Nella prassi si usa il deposito SIAE o un'altra prova di paternità e data certa.

Da quando parte il beneficio fiscale?

Dal periodo d'imposta in cui si ottiene la tutela del bene (per esempio il deposito SIAE). In quell'anno si recuperano anche i costi degli 8 anni precedenti.

Le piccole aziende possono accedere?

Sì, non ci sono limiti di dimensione. Contano due cose: aver svolto vere attività di sviluppo o innovazione e disporre di un bene tutelato, utilizzato nell'attività d'impresa.

Vale anche per l'evoluzione di un software già esistente?

Sì. Nuove funzionalità, moduli aggiuntivi o riscritture sostanziali possono generare nuovi costi agevolabili, anno dopo anno. Non rientrano bugfix e manutenzione ordinaria.

Rientrano anche siti web, e-commerce e piattaforme SaaS?

Sì, se sono sviluppi originali: e-commerce con logiche custom, piattaforme SaaS, applicativi web, app e integrazioni personalizzate. Un sito costruito solo assemblando template o plugin standard difficilmente rientra; uno sviluppo custom, anche su CMS o framework esistenti, generalmente sì.

Un software usato solo internamente può accedere al Patent Box?

Sì. Non serve venderlo: l'utilizzo diretto, per esempio un gestionale interno o un tool di automazione, è previsto dalla norma ed è trattato come la concessione in licenza a terzi.

Cosa succede in caso di controllo?

La certificazione delle attività e il dossier documentale proteggono l'azienda. Nel caso peggiore di una contestazione sui costi, si restituisce il solo beneficio goduto, senza sanzioni, con l'affiancamento del consulente.

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